La risposta dei genitori alle novità del Decreto Vaccini

La diatriba scatenata dal Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini continua ad essere molto accesa. Con l’inizio dell’anno scolastico e la scadenza dei termini per regolarizzare la situazione vaccinale, vengono registrati i primi casi di bambini non ammessi o espulsi dai plessi scolastici. Ma quali novità sono state introdotte con il Decreto Vaccini? 

In cosa consiste il Decreto Vaccini

Come tutti ormai sanno, il Decreto Vaccini, divenuto legge il 31 luglio 2017, ha aumentato il numero di vaccinazioni obbligatorie, portandole da 4 a 10. Lo scopo è quello di “combattere” il calo progressivo delle vaccinazioni che si è registrato in Italia a partire dal 2013. Questo fenomeno ha portato il nostro Paese al di sotto della soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per tale motivo, il ministro Lorenzin ha istituito un Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017 – 2019. La speranza è di riuscire a garantire, in questo triennio, la cosiddetta “immunità di gregge”, utile a proteggere anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.

Inoltre, stando a quanto disposto dalla legge, la situazione vaccinale di ogni singolo bambino è diventato un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia. Dalla scuola primaria in poi non è prevista l’esclusione, essendo scuola dell’obbligo. Ma, in caso non siano stati rispettati gli obblighi, viene attivato dall’Asl un percorso di recupero della vaccinazione. Per i genitori inadempienti sono previste sanzioni amministrative da 100 a 500 euro.

Caos Vaccini tra file all’Asl e proteste dei genitori

I termini per certificare la situazione vaccinale dei propri figli, o per dimostrare la volontà di eseguire le vaccinazioni obbligatorie, sono stati pubblicati in largo anticipo. Nonostante ciò, in molti hanno denunciato una mancata organizzazione degli enti competenti.

Prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, le Asl territoriali sono state prese letteralmente d’assalto da genitori che avevo grossi dubbi su come muoversi. Gli uffici preposti a garantire chiarezza e a svolgere le dovute pratiche burocratiche non sono stati in grado di svolgere con serenità le loro funzioni. L’iter da eseguire non è stato, però, l’unico fattore che ha scaturito dubbi.

Ciò che ha preoccupato maggiormente i genitori è stata anche l’assenza di certezze in merito alla pericolosità di tutti quei vaccini considerati “dannosi”, e resi obbligatori dal Decreto Vaccini (per chiarimenti in merito alla pericolosità dei vaccini, invitiamo a leggere – “Vaccinamiamoli!”di Tommaso Montini. Un utile approfondimento sul tema dei vaccini -).

I primi casi di non ammissione a scuola e il movimento No Vax

Questa situazione avrebbe provocato un notevole ritardo nella presentazione della documentazione necessaria, soprattutto per i bimbi iscritti alla scuola dell’infanzia, per i quali la scadenza era prevista per lo scorso 11 settembre (per le scuole primarie e secondarie, infatti, la scadenza è fissata per il 31 ottobre). Molti genitori, infatti,  hanno deciso di mandare lo stesso i propri figli a scuola, anche senza aver svolto le pratiche burocratiche richieste. Forse hanno agito nell’inconsapevolezza dei rischi a cui andavano incontro, quali la non ammissione o l’espulsione dai plessi scolastici.

Con l’inaugurazione dell’anno scolastico, infatti, non sono mancati i primi casi di bambini non ammessi, in quanto in regola con quanto disposto dalla legge. La mancata presentazione dell’autocertificazione delle avvenute vaccinazioni, o della prova di aver chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria, non va attribuita solo alla scarsa informazione e organizzazione. La gran parte dei genitori dei bimbi non ammessi (probabilmente aderenti al movimento No Vax) hanno dichiarato di essere obiettori e di non voler presentare alcuna documentazione per una questione di rispetto della propria privacy.